Il gatto di Montaigne (parte I)

Gli occhi dei gatti racchiudono qualcosa di enigmatico e al tempo stesso di emblematico, per noi. Chissà se i nostri avranno, per loro, le stesse misteriose, o forse solo ambigue, qualità. Sia come sia, così – emblematica, enigmatica – dovette apparire a Michel de Montaigne la gatta di cui, nell’Apologia di Raymond Sebond, scriveva: «quando gioco con lei, come faccio a sapere che non sia lei che gioca con me?».La

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