Sabato 15 Gennaio a Sassa Marconi (BO) si è svolto un incontro pubblico sul lupo per testimoniare ancora una volta come sia e debba essere possibile una consapevole e pacifica convivenza tra gli animali selvatici e uomini.

L’evento è stato organizzato dal Centro Tutela Fauna del Monte Adone nell’ambito del progetto “Lupo Monte Adone” e per presentare la nuova struttura Just Freedom completamente dedicata alla cura ed alla riabilitazione dei lupi feriti.

La filosofia e l’obiettivo del progetto è il recupero e la reintroduzione, dopo le necessarie cure, dei lupi in libertà per consentir loro il recupero pieno della loro natura.

Obiettivo sfidante e non privo di rischi quindi, ma che sta portando a risultati unici e forieri di grandi aspettative sotto moltissimi punti di vista.

Durante il pomeriggio, in un teatro completamente esaurito, è stato mostrato il filmato dei due cuccioli Cecco e Spartaco recuperati in condizioni estremamente critiche dalle province di Arezzo e Rimini e che sono stati curati riabilitati e quindi liberati in natura pochi mesi fa. La qualità delle immagini realizzate con la dovuta e necessaria discrezione da Andrea Dalpian hanno messo davanti agli occhi degli spettatori tutte le emozioni vissute durante questa esperienza davvero unica nel suo genere. Le fasi del recupero, della riabilitazione, le prime interazioni sino ai comportamenti fraterni tra i due hanno permesso di vivere intimamente tutto questo. Occhi chiusi, poi a fatica aperti, sguardi, interazioni, gestualità colte in modo impeccabili hanno fatto molto più di qualunque parola che potesse essere detta. convegno_lupi_sasso_marconi

Terminata la proiezione del filmato si è aperta una fase di racconto diretto del “dietro le quinte” di questi recuperi, dei dubbi e perplessità anche interne allo staff scientifico che ha condotto il progetto. La lunga sessione di domande e risposte poi ha messo in luce quanto siano utili e quanto mai opportuni questi momenti di diffusione culturale sul lupo. Centinaia di anni di cattiva informazione hanno radicato nella mente delle persone credenze ancestrali legate all’ignoranza dominante negli anni più bui del medioevo, credenze che solo grazie alla divulgazione in ogni sua forma possono essere rimosse. Retaggi culturali che si manifestano in abitudini tutt’ora in uso dal semplice augurio di “in bocca al lupo” sino all’agghiacciante apparentemente innocua favoletta di Cappuccetto Rosso.

Il lupo non è buono o cattivo; entrambe le valutazioni sono foriere di un’umanizzazione che non gli appartiene, non gli deve appartenere. Il lupo va conosciuto per quello che è: un animale selvatico nel modo più puro ed incontaminato possibile, con le sue regole le sue strutture famigliari ed i suoi comportamenti sociali in grado di adattarsi alle più eterogenee condizioni ambientali che lo circondano, arricchendo il mondo in cui viviamo. E’ un dovere umano dargli la possibilità di poterlo fare conoscendolo e rispettandolo.

Questo è il video proiettato su Cecco e Spartaco. Una ventina di minuti di puri fatti in cui volontariamente è stato dato spazio a didascalici eventi senza aggiunte di voci umane narranti.

 

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